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Martino: il Santo dal mantello miracoloso

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Martino: il Santo che consola “Gesú Mendicante”

Martino: un incontro che cambia la sua vita e che da soldato lo trasforma in Vescovo

  • Oggi é San Martino. Questo un agricoltore calabrese, lo sa bene. Perché stamattina, di sicuro, gli sentirete dire: “Oggi é San Martinu. Ogni butti é vino”. Che tradotto significa: “Oggi é San Martino,ogni botte di mosto, si trasforma in vino.” Questo per dire, che la tradizione popolare é molto legata al Santo. Che protegge davvero tante categorie. Soldati, viaggiatori, forestieri, mendicanti, cavalieri, fabbricanti di maioliche. Oche, osti, sarti, sinistrati. E, giustappunto :vendemmiatori e viticoltori.
  • S.Martino, nasce a Tours nel 316 e muore a Candes l’08 Novembre del 397. Noi lo festeggiamo l’11 Novembre, perché fu sepolto quel giorno. Egli é tra i primi Santi martiri, venerati dalla Chiesa. I suoi genitori, erano Pagani. Quindi non cresce con ideali cristiani. Il padre anzi, lo educa alla carriera militare. Tanto che nel 331, per un editto imperiale, si arruola nell’esercito. Viene inviato in Gallia e lí svolge la sua vita da soldato, con il ruolo di circitor. Compito che lo porta a fare la ronda di notte. Oltre che l’ispettore dei posti di guardia e il sorvegliante notturno delle guarnigioni.

Il mantello miracoloso

  • Proprio durante una ronda, Martino é protagonista dell’episodio che gli cambia la vita. Che ancora oggi é quello piú ricordato ed usato dell’iconografia. Nel rigido inverno del 335, Martino incontra un mendicante seminudo. Vedendolo sofferente, taglia in due il suo mantello militare(la clamide bianca della guardia imperiale). Lo condivide quindi con il mendicante. La notte seguente, gli appare in sogno Gesú, rivestito del suo mantello militare. Lo sente dire ai suoi angeli:” Ecco Martino. Il soldato romano che non é battezzato. Egli mi ha vestito”. Quando Martino si risveglia, il suo mantello é integro. Per questo, la Chiesa, ritiene che il mendicante rivestito da Martino é proprio Gesú.
  • Il mantello miracoloso, é conservato come reliquia. Fa parte infatti, della collezione di reliquie dei re Merovingi e dei franchi. Il termine mantello corto ovvero mantella, corrisponde al termine latino “cappella”. Questa parola, é stata estesa alle persone incaricate di custodire il mantello di San Martino. Per questo furono chiamati “cappellani”. Termine poi applicato all’oratorio reale. Che non era una chiesa.
  • Il sogno, ha un impatto molto forte su Martino. Che giá catecumeno ,viene battezzato, divenendo cristiano. Dopo 20 anni, lascia l’esercito ed inizia la battaglia contro l’eresia ariana. Vive anche come eremita, diventando poi monaco. Fonda appunto uno dei primi monasteri in Occidente. La sua fama si diffonde per tutta la Francia. Tanto che nel 371, la città di Tours lo elegge Vescovo.
  • Uomo di preghiera e di azione, Martino Vescovo ,percorre personalmente i distretti. Dedicandosi all’evangelizzazione dei contadini. Oltre che a fondare comunità monastiche . Muore in odore di santità. Tanto che tra i miracoli ad egli attribuiti, spiccano in particolare 3 casi di resurrezione. Il ricordo di questi eventi fu cosí vivo tra la gente che ancora oggi lo si ricorda anche come il Santo che resuscitó 3 morti.
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