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Stefano: diacono e primo martire

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Stefano: il primo Testimone della fede in Cristo

Il primo Santo che morì testimoniando Cristo, con l’atto di fede per eccellenza: il martirio.

  • Stefano, patrono dei diaconi, nasce in Grecia gli ultimi anni avanti Cristo e muore a Gerusalemme nel 36 dopo Cristo.
  • Secondo gli Atti degli degli Apostoli, l’insorgere di problemi all’interno delle prime comunità cristiane di Gerusalemme, richiese la creazione di una figura da affiancare agli Apostoli: il diacono. Con il compito di prendersi cura delle vedove e dei poveri della comunità. Pertanto oltre a Stefano, 6 uomini vennero chiamati a svolgere questo compito. Stefano in particolare, aveva il dono speciale della Parola. Difatti, ogni volta che parlava di Gesú , lo faceva con tanta grazia e sincerità. Che la gente accorreva solo per ascoltare i suoi insegnamenti. Purtroppo peró, alcuni uomini erano gelosi dei doni di Stefano. Tanto che cercarono di trascinarlo in una discussione. Stefano peró era pieno di Spirito Santo e non riuscirono a farlo arrabbiare. Questo fece indignare ancora di piú quegli uomini gelosi. Sicché, decisero di diffondere delle calunnie su di lui. Cosí Stefano, fu trascinato davanti al Consiglio Giudaico.
  • Traggo dagli Atti degli Apostoli, la Cronaca di processo e morte.

Processo e morte

  • ( I liberti) Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: «Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè».
  •  E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.
  • Gli disse allora il sommo sacerdote: «Queste cose stanno proprio così?». Ed egli rispose: «Fratelli e padri, ascoltate: I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto (Es 25,40). Dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli (Gs 3,14-17) che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide. Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe (1 Re 8,17); Salomone poi gli edificò una casa (2 Sam 7,13). Ma l’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il Profeta:
  • Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi. Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,o quale sarà il luogo del mio riposo?Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose? (Is 66,1-2)

Il rimprovero di Stefano

  • O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo (Es 32,9); come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l’avete osservata».
  •  All’udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. Così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.

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