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Dichiarazione dei redditi infedele

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Dichiarazione dei redditi: quando l’integrazione non basta

Una sentenza della Corte di Cassazione, ci spiega quando e se, una dichiarazione infedele può essere sanata

  • Quando si consuma il reato di d. infedele? Un quesito che molto spesso si pongono i contribuenti, quando scoprono che la loro dich. contiene delle inesattezze. Ma oltre a questa domanda comunque , di solito i malcapitati ne aggiungono un’altra: fino a quando c’é tempo per integrare lecitamente la dich.?
  • La Terza Sezione della Corte di Cassazione con sentenza n 23810/2019, prova a svelare l’arcano tornando nuovamente sul concetto di d. infedele. Piú in particolare, i giudici di merito hanno affermato un principio. Secondo gli stessi dunque, il delitto di dichiarazione dei redditi infedele, previsto dall’art.4 d.lgs74/2000, si consuma con la presentazione della d. annuale.
  • Per tali ragioni, secondo questa sezione della Corte di Cassazione, un’eventuale presentazione della d. integrativa, a distanza di anni, non serve. Pertanto: se il contribuente, a distanza di anni, decide di correggere il contenuto di una d. infedele, presentandone la correttiva,perde solo tempo.
  • In particolare, la Corte ha cestinato la teoria del ricorrente. Secondo cui: nella nozione di dichiarazione,dovrebbero farsi rientrare anche le eventuali dichiarazioni integrative. Presentate nei tempi consentiti dalla legge ed a rettifica della prima. Questo perché la d. dei redditi ha natura annuale.
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